MARTINA PANNO ART
BIOGRAFIA
Martina Panno nasce a Palermo il 3.5.1993, sin da piccola disegna e dipinge per hobby, da più grande invece utilizza la pittura per esternare le emozioni e i sentimenti che a parole le viene difficile esternare. Le opere da lei realizzate sono totalmente frutto dell'impeto dal momento che non ha mai studiato pittura o disegno, infatti ha conseguito gli studi classici e successivamente si è iscritta alla facoltà di Scienze della Comunicazione. Ha completato il percorso di studi conseguendo un master in interior design. Le tecniche utilizzate sono molteplici come gli strumenti di pittura, che possono essere i pennelli, la spatola, i cartoncini, dei legnetti, talvolta anche le dita stesse, tutto le può essere utile al fine di mettere su tela un pensiero, un luogo, un’emozione, una sensazione. Nella breve carriera artistica ha già esposto in diverse gallerie in Italia e anche all’estero, per esempio Dubai, e partecipato a qualche mostra collettiva. Ha già ricevuto le critiche di personaggi illustri del mondo dell’arte come Plinio Perilli e Josè Van Roy Dalì, figlio del grande Salvador, della curatrice e critica d'arte Maria Celeste Bertolino e partecipato a dei concorsi nazionali. A dicembre 2024 ha inaugurato la sua "Prima Personale" a Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba, a Palermo, e a febbraio 2025 una seconda personale nei locali del Kalhesa, sempre a Palermo. In seguito ha fatto una collaborazione con il noto marchio di design Roche Bobois con sede a Palermo. Il 21 dicembre 2025 ha inaugurato una mostra a Palazzo Butera di Bagheria (Pa) e il 20 giugno 2026 esporrà un'opera a Cannes (France).
Collezioni
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PRIMA PERSONALE
Opere della "Prima Personale" che si è tenuta dal 14 dicembre 2024...
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SU COMMISSIONE
L'artista opera anche su commissione, si può riprodurre un'opera esistente o scegliere...
"AUTORITRATTO"
L'autoritratto di Martina Panno trasmette un impatto visivo forte e viscerale, e' caratterizzato da una potente espressività cromatica e da tratti decisi. La figura centrale, è raffigurata in modo stilizzato ma carico di emotività. I colori sgargianti - in particolare il rosso, il verde e il fucsia - si combinano con schizzi di vernice che sembrano voler rompere la staticità dell'immagine, creando un senso di movimento e caos emotivo. Questi elementi suggeriscono tensione, vitalità e forse anche una sorta di conflitto interiore. La qualità pittorica è marcatamente espressionista: i tratti sono liberi, spontanei e impulsivi, dando l'impressione di un'opera creata in un momento di "urgenza emotiva". I contorni del volto e del busto sono delineati in modo deciso ma non realistico, enfatizzando appunto l'interiorità emotiva più che la somiglianza esterna. Le pennellate ampie e graffianti, insieme agli schizzi, richiamano lo stile dell'action painting, influenzato da artisti come Jackson Pollock, combinato con un approccio più figurativo che potrebbe richiamare l'espressionismo astratto. Le emozioni trasmesse sono ambivalenti: la sensualità della figura si mescola con un senso di vulnerabilità e forse di aggressività, accentuato dall'uso del rosso che può evocare sia passione che dolore. Gli schizzi di colore, quasi come ferite o lacrime, sembrano parlare di una lotta interiore, mentre il contrasto tra la forza del tratto e la fragilità del volto crea un dialogo visivo intrigante. In sintesi, il dipinto riesce a coinvolgere lo spettatore grazie alla sua intensità emotiva e al linguaggio visivo audace, che bilancia la rappresentazione figurativa con elementi astratti ed energici.
Maria Celeste Bertolino
70x50 tecnica mista su carta, 2023
"THE DARK SIDE OF THE MOON"
“The Dark Side Of The Moon” è la prima opera del 2025 dedicata al padre scomparso il primo giorno dell’anno. Prende il titolo da un album degli artisti preferiti del padre e rappresenta appunto il “lato oscuro della luna”, ovvero il lato oscuro della vita, il buio che le è piombato addosso. I colori sono utilizzati attribuendo loro uno specifico significato. Il nero: il buio, il blu: la tristezza, il bianco: il vuoto, l’argento: la luce che ancora emana il padre nella sua vita e si trova sparso sulla tela, emergendo in modo materico dai colori più scuri. L’opera vede una luna nel bel mezzo della notte, in cui stilizzata si forma la sagoma del viso del padre che predomina sul quadro. È un modo per l’artista di sentire vicino il padre e rendergli omaggio.
Cm100x100Acrilico su tela, 2025
"RENAISSANCE"
La critica d'arte Maria Celeste Bertolino, nel dicembre 2024, ha recensito l'opera "Renaissance" di Martina Panno accostandola alla celeberrima opera di Monet "Ninfee".
Di seguito le sue parole.
"Il confronto che potrebbe sembrare azzardato tra le “Ninfee” di Monet e l’opera contemporanea di Martina Panno rivela punti in comune nonostante l’apparente distanza stilistica. Entrambe le opere esplorano l’interazione tra luce, colore e riflessi, seppur con approcci differenti. Monet si muove verso l’impressione immediata del paesaggio, mentre l’opera contemporanea trasforma questo studio in un’esperienza puramente cromatica e gestuale. Monet utilizza il colore in modo delicato, con sfumature che si fondono per creare un’atmosfera eterea e naturale. La sua attenzione è rivolta alla luce e ai suoi riflessi sull’acqua. L’opera contemporanea mostra invece una scomposizione cromatica più netta e decisa, con pennellate materiche e colori accesi, ma conserva il tema della rifrazione della luce.
In entrambe le opere c’è una forte evocazione del movimento, che è centrale nel lavoro di Monet , mentre nell’opera contemporanea si manifesta nel dinamismo delle pennellate nette e decise con una verticalità quasi musicale che ne determina un movimento paradossalmente non caotico ma lento e continuo. L’opera contemporanea può essere vista come una scomposizione ulteriore del linguaggio di Monet il quale tendeva verso un’impressione sfumata e naturale, l’altra frammenta i colori fino al punto in cui l’immagine diventa astratta, è da qui che parte la disconnessione e la distinzione tra un capolavoro di arte moderna ed un'opera ispirata contemporanea. La comparazione è unicamente di impatto e non mira assolutamente ad essere un mezzo di valutazione ma unicamente un modo per far comprendere quanto l’arte che precede possa essere fonte di spunto ed ispirazione."
Maria Celeste Bertolino
150x100 acrilico su tela, 2024
OPERE
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"BOUGANVILLE II"
Prezzo di listino €0,00 EURPrezzo di listinoPrezzo scontato €0,00 EUR -
"BOUGANVILLE"
Prezzo di listino €0,00 EURPrezzo di listinoPrezzo scontato €0,00 EUR -
"CIANCIOLO HUB" e "CIANCIOLO GROUP"
Prezzo di listino €0,00 EURPrezzo di listinoPrezzo scontato €0,00 EUR -
"DEDICATION"
Prezzo di listino €0,00 EURPrezzo di listinoPrezzo scontato €0,00 EUR
RECENSIONE PLINIO PERILLI
RECENSIONE MARIA CELESTE BERTOLINO
La giovane pittrice Martina Panno rappresenta un esempio luminoso di come l’amore per l’arte, nutrito sin dall’infanzia, possa dare vita a una ricerca creativa intensa e poliedrica. La sua produzione artistica, che spazia tra diversi stili e tecniche, rivela non solo una padronanza tecnica ma anche una profondità espressiva che riflette il suo vissuto interiore e la sua visione del mondo.
Dipingere da quando si è piccoli significa vivere l’arte come una dimensione naturale, una seconda lingua attraverso cui esprimere emozioni e pensieri. Questo traspare in ogni opera della pittrice: la spontaneità dell’infanzia non è mai stata abbandonata, ma si è arricchita con la maturità tecnica e concettuale. Il risultato è un’arte che non scende mai a compromessi, capace di oscillare tra la delicatezza e la forza, tra l’istinto e la riflessione.
Ciò che colpisce nella sua produzione è la capacità di utilizzare una vasta gamma di strumenti e tecniche, dai tradizionali pennelli e acrilici a legnetti spatole e dita . Questa versatilità non è mai fine a sé stessa, ma risponde a un’esigenza espressiva. Ogni strumento sembra scelto in funzione del messaggio che l’artista vuole trasmettere, dimostrando una padronanza del mezzo che non è mai meramente tecnica, ma sempre concettuale.
Le opere astratte, con le loro forme libere e i giochi cromatici audaci, evocano una forza e un’irrequietezza che sembrano pulsare sotto la superficie. Al contrario, nei suoi lavori figurativi emerge una narrativa più diretta, ma altrettanto carica di energia. Questa alternanza non è disorientante, ma testimonia la complessità dell’artista: non un’unica voce, ma un coro di emozioni e idee.
Le sue opere, a prescindere dallo stile o dal medium utilizzato, trasmettono una carica emotiva potente. La forza e la determinazione che emergono dai suoi lavori sembrano parlare direttamente della personalità dell’artista, una giovane donna che non ha paura di esplorare, di osare, di confrontarsi con il caos e l’incertezza.
L’irrequietezza, si manifesta nella dinamicità delle sue composizioni, nei tratti decisi e nei contrasti cromatici. Anche nei momenti di apparente calma, si percepisce un’energia sotterranea, un desiderio di oltrepassare i limiti e di cercare continuamente nuove forme espressive. Questo carattere distintivo rende le sue opere mai prevedibili, sempre capaci di sorprendere e di coinvolgere. La pittrice sembra dialogare con una tradizione artistica che attraversa l’arte moderna siciliana e non solo con influenze che nel figurativo vanno dal minimalismo tardo di Migneco al tratto nitido di Caruso, mentre nella composizione astratta l’elemento pittorico diventa tassello, evidente scomposizione elementare di una macchia che pian piano diventa tratto “impressionistico” contemporaneo.
Le sue opere astratte richiamano l’intensità di artisti come Kandinsky o Pollock, mentre i suoi lavori figurativi ricordano per l’appunto la pittura siciliana degli anni 50. Tuttavia, il suo sguardo non è mai rivolto al passato: la sua arte è profondamente contemporanea, radicata in un presente carico di sfide e di contraddizioni.
Martina rappresenta una forza creativa capace di coniugare passato e futuro, istinto e razionalità, astratto e figurativo. La sua arte è il riflesso di una personalità complessa e affascinante, che trasmette non solo bellezza, ma anche carattere, coraggio e una straordinaria autenticità. In un panorama artistico spesso dominato da convenzioni, la sua voce emerge con una chiarezza e una potenza che promettono di lasciare un segno duraturo.
Maria Celeste Bertolino
RECENSIONE JOSE' VAN ROY DALI'
Il 21 Giugno 2024 presso il Teatro Italia di Roma si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso "Effetto Arte" al quale l'artista ha partecipato con l'opera "Dedication". L'opera è stata recensita dall'artista e critico d'arte José Van Roy Dalì, figlio del grande Salvador Dalì. Di seguito le parole del critico e artista.
"L'opera è un'esplosione cromatica di straordinaria intensità e complessità. Questa creazione, caratterizzata da una vibrante tavolozza di colori e da una tecnica pittorica ricca di dinamismo, invita l'osservatore a un viaggio emozionale attraverso un paesaggio astratto, carico di energia e movimento. La composizione, priva di un punto focale definito, si sviluppa attraverso una serie di stratificazioni cromatiche che sembrano pulsare e vibrare sulla superficie della tela. I colori, applicati con pennellate dense e decise, creano un tessuto visivo che si avvicina al gesto pittorico dell'Action Painting, dove ogni traccia di colore diventa un'espressione spontanea e gestuale dell'artista.
La varietà cromatica è impressionante: dai toni caldi e incandescenti del rosso e del fucsia, che dominano la parte superiore della tela, si passa ai verdi acidi e ai gialli elettrici, fino ai blu profondi e agli aranciati terrosi nella parte inferiore. Questa transizione di colori non segue un ordine prestabilito, ma sembra piuttosto emergere."
José Van Roy Dalì
"Dedication" cm100x100 acrilico su tela







